IL PARCO DELLE RIMEMBRANZE

15181137_1686543404991267_4855933841034202823_n
Tra il 1926 ed il 1934, il Podestà Armando Meo diede una svolta definitiva per l’abbellimento del nostro Paese, facendo costruire strade, monumenti, ristrutturazione di fontane pubbliche, lavatoi pubblici, incentivazione dell’edilizia cittadina, inaugurazione della vasca e giardini pubblici in Piazza Budetta ed il Parco delle Rimembranze, oltre , diversi lavori nelle varie frazioni, e l’incanalamento e sistemazione definitiva della sorgente delle “Acque fredde “ in contrada Marangi , per l’approvvigionamento di acqua potabile al territorio cittadino. Non è di secondaria importanza, l’inaugurazione dell’Altare dell’Immacolata Concezione ( oggi Cuore di Gesù ) di Patronato Comunale in fondo alla navata sinistra della Chiesa di S. Maria della Pace il 4 ottobre 1926. L’edificio scolastico “ M.Pia di Savoia “ e Cinema teatro A. Meo. 1934.
In quell’epoca furono organizzati anche campi di addestramento e di leva dei militari presso il Battaglione ed il Campo a San Pietro con ospitalità degli Ufficiali nell’allora soppresso Convento di Santa Maria della Pace ( leggi 1866) dal 1952 ritornato ai Frati Minori Francescani.
Il Parco delle Rimembranze, fu tra tutte le opere messe in atto, uno dei più apprezzati dalla popolazione, perché oltre all’Arco Commemorativo , all’inizio della strada di collegamento della Via Provinciale ( oggi Via Cavour) con la Via Pace, furono piantati 125 pini che a due a due seguivano il percorso che conduceva alla Chiesa della Pietà e commemoravano i 125 caduti di Montecorvino Rovella durante la Prima Guerra Mondiale. Ricordati con lapidi apposte sulle quattro facciate del Monumento ai caduti ( 1925) e nella Sezione Combattenti e Reduci, anch’essa inaugurata in quel periodo , quando il Podestà Meo era ancora Sindaco.
Fu terminato tra il 1930 ed il 1932 e ad ogni pino piantato veniva apposto il nome di un caduto, a partire dagli ufficiali Budetta, Cerino e Vicinanza, tra i primi alberi e così via per tutto il viale per ciascun caduto.
Le famiglie di appartenenza, legavano un fil di ferro filato intorno all’albero e vi ponevano dei fiori, oltre che dei lumini, ai piedi dell’albero stesso.
NUNZIO DI RIENZO

COMMENTI