IL CASALE E LA CHIESA DI S. MICHELE ( ORA SAN FILIPPO )

Dopo la distruzione di Picenza, avvenuta nell’89 a. C. ad opera dei Romani, fu fatto obbligo ai superstiti Picentini di non poter ricostruire una città unita , costringendoli ad abitare per ” vicatim” e per ” pagos “, piccoli nuclei abitati, facilmente dominabili in caso di nuova e probabile ribellione.
Si insediarono sulle vette dei monti, sulle alture o in luoghi in cui era molto difficile essere sorpresi e, siccome ,come già precisato, non era più possibile costruire una sola città, cinta di muraglia, essi costruirono diversi nuclei abitati che, nel complesso, chiamarono Montecorvino.
Molti di questi villaggi ( casali) venivano affidati alla sorveglianza di guerrieri romani in pensione che, quasi nella totalità dei casi, non venivano da queste parti ed affidavano il controllo del territorio a famiglie del luogo che avevano già una certa influenza ed una certa potenza.
Non crediamo di essere molto lontani dal vero se affermiamo che il Casale San Michele abbia avuto, seppure timidamente, origine in questo periodo.
Dapprima qualche casa, a ridosso del fiume Cornea, elemento essenziale di sopravvivenza, poi costruzioni sempre più imponenti in alto a dominio della zona, uno stemma gentilizio che sarebbe stato ratificato al momento opportuno, una propria servitù cui venivano affidate le coltivazioni ed i lavori più umili, una bella ed imponente Chiesa affidata alle cure di qualche prelato familiare ed infine il nome di un Santo cui dedicare la Chiesa, con la possibile presenza di reliquia che avrebbe fatto da richiamo ai fedeli per la ricerca di grazie e di intercessioni .
Il nome al casale , S. Michele Arcangelo, fu attribuito in epoca bizantina ( 526/646) o al massimo in epoca longobarda ( 646/1077) portandoci alla ovvia conclusione che questo fu il periodo di maggiore floridezza del luogo.
Con la nascita del Casale San Martino, assunse maggior rilievo la strada di passaggio che, proveniente dalla pianura, costeggiava il fiume Cornea e, attraversando i due casali, raggiungeva altri casali di Montecorvino, uno, detto de ” Li Ferrari “e l’altro, detto de ” La Corgnia”.
Anche questo era un elemento di ulteriore prestigio del luogo. Il pellegrino, il viandante, il contadino, il pastore, erano obbligati ad attraversare quel territorio per raggiungere le loro destinazioni, con notevole beneficio in termini di notorietà e di economia. Nel VI secolo, ad opera dei monaci basiliani, sorsero lungo la sponda destra del fiume Cornea diversi piccoli centri abitati dando vita al villaggio che, in seguito, portò nel suo nome l’impronta della sua origine. Il percorso è tutta una successione di Santi : S. Lazzaro , S. Eustachio e San Felice ,S. Michele , S. Martino, Spirito Santo e Annunziata. Piccole nicchie o tempietti ne testimoniavano il culto.
Questo Casale S. Michele di San Martino, assunse il nome di San Filippo, in omaggio alle reliquie di San Filippo Neri che pervennero in questo luogo nel 1600.
Nunzio Di Rienzo

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