Madonna delle Grazie di Occiano

Madonna delle Grazie di Occiano

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La Chiesa, di origine medievale, corrisponde alla attuale Madonna delle Grazie ed è documentata già dal XVI secolo. “Nella dote di Lavinia de Ligorio di Pugliano, figlia del Magn. Bartolomei, vi è un castagneto sito ubi dicitur la Cappella dei Lari, confinante con la via pubblica, Giovanni Sparano e Don Camillo D’Aiutolo”.
Nel corso del Seicento venne ricostruita ed ampliata per espressa volontà della popolazione. L’opera di edificazione della chiesa, quindi, iniziò nel luglio 1655, quando si parla “del deputato eletto alla fabbrica edificanda della cappella di Santa Maria delle Grazie e proprio do la cappellania dei Lari”. I deputati eletti erano Donato Jorio e Giovanni Maria D’Aiutolo.
Alla fine di luglio del 1656 con l’insorgere e svilupparsi della peste incominciarono ad esserci donazioni cospicue da parte di persone che si ritennero miracolosamente salvate dalla pestilenza “per intercessione e grazia della Madonna”. Dopo questi avvenimenti luttuosi e tragici per la popolazione di Montecorvino, la chiesa divenne un luogo di pellegrinaggio tanto che fu concessa la “la licenza a tutti i cittadini dell’Atto di Pugliano di accedere processionalmente a detta Cappella, effondendo preghiere ed orazioni ad Laudas Dei e della Madonna”.
Nella visita pastorale del 1701, “Don Camillo Aiutolo, curato della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta di Occiano asserisce che la chiesa di Santa Maria delle Grazie è stata fondata et eretta sin dall’anno 1655, ed ampliata con elemosine dei fedeli christiani, procacciate con l’assistenza dei cittadini del casale di Occiano, degli Amministratori e Mastri di detta Chiesa, e parte ancora delli cercanti di quella. Tiene la sudetta Chiesa quattro finestre senza invetriate e senza impennata, et dietro detta Chiesa vi è la sagrestia, sopra della quale sta la cella dell’eremita. Nella sudetta Chiesa vi é sempre stato l’eremita, il quale ha procacciato il vitto a se e il dippiù lo ha consegnato agli Amministratori, i quali lo spendono in soccorso di vestimento et altro per il sudetto eremita. Attualmente vi sta per eremita o pure cercante fra Michele Angelo de Nuzzo di Altamura”.
La scultura in legno raffigurante la Vergine delle Grazie fu collocata nella chiesa intorno a sesto decennio del XVII secolo. Il culto della Vergine delle Grazie sostituì, in tal modo , quello antico, e forse di origine pagana, dedicato alla Madonna dei Lari. Presumibilmente il dipinto che ancora si vede a capo altare potrebbe essere quello riferibile al primitivo culto. In quest’opera altamente alterata da pesanti ridipinture, forse settecentesche, si configura, in effetti, un impianto iconografico desueto rispetto a quello della Madonna delle Grazie. In quest’opera la Vergine, assisa in trono, regge sulle ginocchia il Bambino con la testa coronata. Questi, guardando la madre con estrema dolcezza, protende la sua mano sinistra nel delicato gesto di accarezzare l’amato volto.
Estratto da A. D’Arminio – L. Scarpiello – R. Vassallo – C. Vasso, Arcipretura di Montecorvino. Un millennio cristiano, Battipaglia 2006.
 

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