lunedì, 13, Luglio , 2026. 16:24:39
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BIGLIETTI VINCENTI ESTRAZIONE – FESTA SS.PIETRO e PAOLO – 2026

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BIGLIETTI VINCENTI ESTRAZIONE – FESTA SS.PIETRO e PAOLO – 2026

1 premio ⁠1054

2 premio ⁠0997

3 premio ⁠1416

4 premio 1632

5 premio⁠ ⁠2247

6 premio ⁠0270

7 premio ⁠2984

8 premio⁠ ⁠2056

FOTO PROCESSIONE SS.PIETRO E PAOLO – 29 giugno 2026

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FOTO PROCESSIONE SS.PIETRO E PAOLO – 29 giugno 2026

 

SAGRA CORTECCE CECI e PORCINI 2026

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SAGRA CORTECCE CECI e PORCINI 2026
PARROCCHIA SS.PIETRO E PAOLO – Montecorvino Rovella (SA)

La PARROCCHIA
SS. PIETRO, NICOLA E S. MARIA ASSUNTA

ORGANIZZA LA

Sagra

Cortecce e Ceci Porcini VII edizione

e Mascuotto fagioli e capocollo

Mascuotto mozzarella e pomodorini

con Olio Extravergine di Oliva Picentino

17 • 18 • 19 • 20 LUGLIO 2026

dalle ore 20,00


SPETTACOLI

VENERDÌ 17

DIADEMA
Viaggio nel tempo della musica italiana
Live Music


SABATO 18

DOLCEVITA BAND
Live Music


DOMENICA 19

Echi di Luna
Giovanna & Valeria


LUNEDÌ 20

ENZO TORIELLO
e la sua Fisarmonica


Luogo

Piazza Duomo – SAN PIETRO
MONTECORVINO ROVELLA (SA)


L’intero ricavato sarà devoluto per i lavori parrocchiali

SERVIZIO NAVETTA GRATUITO

ULTERIORI INFO

sagra.sanpietro.montecorvino.it

 

 

41 SAGRA DEL PROSCIUTTO – GAURO DI MONTECORVINO ROVELLA

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La Parrocchia
SS. Salvatore e Sant’Andrea Ap.


ORGANIZZA LA

SAGRA del PROSCIUTTO

41ª edizione

Degustazione del prosciutto

in varie forme e tante altre specialità locali

In onore del SS. Salvatore

durante le serate sarà condotta la tradizionale ASTA da Narciso D’Alessio

 


Programma

8 Agosto – Sabato

DIADEMA


9 Agosto – Domenica

ALTROSUONO

Antonio FIORILLO


10 Agosto – Lunedì

ASCARIMÈ
Gruppo di musica popolare

Francesco PROCOPIO
“mica so’ io?”


AGOSTO 2026

GAURO

di Montecorvino Rovella (SA)


Degustazione del prosciutto

in varie forme e tante altre specialità locali


In onore del SS. Salvatore

durante le serate sarà condotta la tradizionale ASTA da Narciso D’Alessio


SERVIZIO NAVETTA

da Via A. Quaranta (LICEO Scientifico) Montecorvino Rovella – Gauro

FESTA PATRONALE SS.PIETRO e PAOLO 2026

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Festeggiamenti patronali dei SS. Apostoli, PIETRO E PAOLO

Montecorvino Rovella (SA)

 momento enogastronomia

AVVISO SACRO

PARROCCHIA

SS. PIETRO, NICOLA E S. MARIA ASSUNTA

Con il patrocinio del Comune di Montecorvino Rovella e della Pro Loco Rovella

FESTEGGIAMENTI PATRONALI

SANTI APOSTOLI

PIETRO E PAOLO

MONTECORVINO ROVELLA

20 / 30 GIUGNO 2026

PROGRAMMA RELIGIOSO

Inizio Novena

da Sabato 20 Giugno

S. Rosario ore 18,30

S. Messa e novena ore 19,00

TRIDUO SOLENNE

S. Rosario ore 19,00

Venerdì 26 ore 19,30

S. Messa presieduta da don Gaetano Candela

Sabato 27 ore 19,30

S. Messa presieduta da don Michele di Martino

Domenica 28 ore 19,30

S. Messa presieduta da Don Emmanuel Vivo

SOLENNITÀ SANTI PIETRO E PAOLO

Lunedì 29 Giugno

ore 6.30

ore 8.00

ore 9.30 Sante Messe

Ore 11.00

Messa Solenne presiede S.E.R. Mons. Michele Fusco

Vescovo di Sulmona – Valva

Ore 17.30

Santa Messa

Ore 19.00

PROCESSIONE per le strade cittadine

accompagnata dalla Banda Musicale “Città di Montecorvino Rovella”

Giovedì 2 Luglio

Festa della Madonna delle Grazie

(Occiano)

S. Messe ore 7.30 / 9.00 / 11.00

Pellegrinaggio a piedi ore 17.30

a seguire S. Messa

PROGRAMMA CIVILE

■ Sabato 27 Giugno

ore 21,00 (Piazza Municipio)

Pippo e Fabio
musica live

■ Domenica 28 Giugno

ore 20,30 (Piazza Municipio)

ASTA VOTIVA

a seguire

Gruppo Musicale Vienteterra

■ Lunedì 29 Giugno

ore 20,30 (Piazza Municipio)

MEDINA BAND

■ Martedì 30 Giugno

ore 21,30 (Piazza Municipio)

GIANLUCA CAPOZZI

in concerto

Montecorvino Rovella, 20 giugno 2026

Il Parroco

Sac. Francesco Mongiello

Rovella nel Medioevo

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Piazza dei Meo. Gli ultimi anni del ‘200 furono funestati da rovine e insicurezza generale e da una terribile crisi socio economica che costrinsero le popolazioni locali ad addensarsi in piccoli spazi collinari e luoghi particolarmente acclivi. Nell’angolo formato dalla via proveniente da Votraci e la strada antica per Martorano furono edificati, probabilmente negli ultimi decenni del XIII secolo e per tutto il ‘300, da parte di alcuni vassalli della chiesa una serie di piccole case fortificate a corte chiusa. Un piccolo nucleo era posto, probabilmente, lungo la via che conduceva a Votraci, su di un rialzato collinare costituito da una serie di terrazzamenti murati e da due o più case murate, collegate alla sottostante via da un una strettola e recintate da siepi e mura in pietra.
 
Un’altra cellula umanizzata era sita a poche decine di metri su una piccola via vicinale che dalla sottostante via antica portava a un piccolo villaggio fortificato. In questo piccolo abitato, dotato di acqua sorgentifera, si insediò, probabilmente già nella prima metà del Trecento, la famiglia Meo. Alcuni suoi membri appartenevano al ceto dei funzionari della chiesa e di esattori delle tasse per cui la scelta del luogo fu dovuto alla posizione strategica del sito e alla possibilità di costruire una struttura turrita con la quale controllare gli uomini e le cose che transitavano lungo l’antico asse viario. La crescita socio economica di un membro della famiglia consentì la fondazione di una cappella dedicata alla Purificazione di Maria “nel primo luogo del lato epistole della chiesa di S. Pietro”. La posizione prestigiosa del Beneficio dei Meo indica chiaramente che la casata aveva raggiunto, probabilmente, già a metà ‘300 un notevole prestigio all’interno dell’Università.
 
La relativa sicurezza esistente nella prima metà del XV secolo portò all’abbandono di questi siti di pendio e lo spostamento in basso degli abitanti. Furono costruite nuove abitazioni a corte chiusa con apertura sotto arco, torri e giardini murati e siepati. Di queste tracce di piccoli caseggiati turriti li troviamo al di sotto del primo nucleo (attuale palazzo Visconti), all’incrocio fra piazza Meo e vicolo Flora e lungo via Vicinanza, di fronte al vicolo del Carpio. I due ultimi siti furono edificati da vari personaggi dei Meo, documentati in vari rogiti quattrocenteschi.
 

Come affermato in precedenza questa casata apparteneva al ceto dei funzionari e vassalli della chiesa e possedeva diversi beni allodiali e feudali nel territorio di Montecorvino. In particolare aveva in feudo alcuni terreni a piazza Meo, dove furono costruiti nel corso del secolo due distinti nuclei abitati, e precisamente al predetto angolo di via Vicinanza e vicolo Flora e sull’antico palazzo Meo, all’imbocco della via del Piano. Le due cellule umanizzate, appartenenti a due rami diversi della famiglia, erano in posizione strategica per il controllo delle vie di accesso a Rovella e rappresentavano dei veri e propri varchi dove transitavano le merci e gli animali di buona parte degli abitanti di Montecorvino. Questa posizione favoriva e consentiva ad alcuni suoi personaggi di svolgere l’attività di esattori delle tasse. Fra questi troviamo nel 1492 Sofie e Cristiano, appaltatori “di tutti i frutti e i proventi della Bagliva e dei mulini di Montecorvino e del casale San Vittore, appartenenti alla Mensa Arcivescovile di Salerno, per un intero anno e per un prezzo di duc. 500”. La vastità del territorio interessato, l’importanza delle due gabelle feudali e l’onere economico richiesto costrinse i due Meo ad associarsi con Giacomo de Loffredo, costituendo, probabilmente, come era solito in questi casi, una società con la quale gestire l’importante “arrendamento annuale”. Il documento dimostra come la famiglia era solita partecipare a queste aste annuali sull’esazione delle varie gabelle feudali e sulla notevole disponibilità economica e finanziaria di alcuni suoi membri. Nel medesimo periodo, sono documentati Vito e Jano, concessionari feudali, d. Annibale, sacerdote e affittuario della chiesa di Santa Maria dell’Assunta di Occiano, d. Sabatello, prete del Capitolo di S. Pietro, Antonio, proprietario di beni a Mangiarielli, Gio Sabato e Petrillo, testimoni nel 1492 nell’atto di affitto della bagliva, Pietro Antonio testimone in un obbligatio nel 1478, Santoro e Prospero testimoni nella stipula di affitto di Giovanni De Giglio del 15 settembre 1498.

 
fonte: montecorvinostoria.it
 
 
 

S. Tecla nel Medioevo: Castelpagano

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Nel 1696, una casa era sita a” Castiello Pagano e proprio dove si dice il Castiello”. La notizia di un luogo chiamato Castiello ancora nel ‘600 è la prova tangibile dell’esistenza di un fortilizio normanno nel Locus S. Tecla. Il territorio del Locus longobardo nell’XI secolo era in pieno sviluppo socio economico e demografico e interessato da un costante e intenso traffico di persone, merci e animali che transitavano sulla direttrice viaria Ornito-S. Tecla-Faiano.
 
Il fortilizio, costruito probabilmente nell’ultimo quarto del XI secolo, era posto sul versante Est dell’attuale abitato, poco al di sopra dell’asse viario Pugliano-Chiesa di S. Tecla-Ornito, in luogo accline e in forte pendio. L’insediamento era costituito, probabilmente, da una casa torre, residenza del milite, da alloggi per le guardie, da stalle per i cavalli e depositi per le armi e derrate agricole. Il tutto era disposto su una serie di piazzeforti murate alle cui sommità vi erano delle palizzate in legno o in pietra.
 
Alla base erano posti dei fossati che separavano il piccolo castello dalle abitazioni delle famiglie dei serventi e da altri edifici di servizio. L’intero complesso, abitato da congiunti o personaggi legati al locale signore, era parte integrante di una serie di rocche e piccoli castelli, costruiti e dislocati in varie parti di Montecorvino per garantire pace e sicurezza alle popolazioni locali.
 
Nel 1122 la ribellione di Fulco al Duca Guglielmo determinò lo smembramento del feudo e la creazione di piccoli distretti feudali, assegnati a vari militi. Il nostro piccolo fortilizio, abbandonato dalla vecchia guarnigione, fu assegnato in feudo a un milite, divenendo il centro dominico di un nuovo distretto feudale. Il cambiamento di funzione e la residenza stabile del nuovo feudatario, portarono a una ristrutturazione e ampliamento del costruito esistente con l’apertura di un nuova via vicinale per rendere più agevole la consegna da parte dei villani dei prodotti agricoli. Il nucleo abitato circostante si arricchì di nuovi vani per consentire alle famiglie dei soldati e dei villani di risiedere vicino o in prossimità della casa signorile. Negli anni ’50 e 60 del secolo, il feudo comprendeva quasi sicuramente i vecchi nuclei longobardi e il centro castellare con un numero di circa quindici famiglie. Il feudatario era il milite Pagano, uomo potente ed influente, amico e famigliare del camerario Alferio. Il camerario, infatti, si presenta e sostituisce il nostro milite nell’incontro con il funzionario regio addetto al censimento, dichiarando che Pagano possiede XV villani e che deve per il servizio militare due militi.
 
Questo dominio pluridecennale sul Locus e la rocca durò incontrastato fino al 1168, quando Montecorvino venne assegnato in feudo alla Chiesa di Salerno. L’evento portò a un ridimensionamento del potere signorile del milite e della sua famiglia, con l’emigrazione di Pagano e dei suoi discendenti a Salerno. Il centro dominico perse gradualmente la funzione originaria e fu parzialmente abbandonato e venduto, probabilmente, a un membro del nuovo ceto dei vassalli della chiesa.
 
Dalla seconda metà del secolo Il castello e il vicino nucleo abitato vennero, chiamati Castello di Pagano per l’appartenenza del sito al milite Pagano. Per tutto il Medioevo e durante il ‘500 il toponimo rimase circoscritto al luogo originario e solo nel ‘XVII secolo si estese gradualmente all’attuale centro abitato di Castelpagano.
 
Fonte: montecorvinostoria.it