Palazzo Provenza di Votraci

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La famiglia Provenza, di origine francese, è attestata a Montecorvino nella seconda metà del XV secolo. Nei primi decenni del ‘500, Sebastiano, ricco agricoltore e agiato proprietario terriero, fonda nella chiesa di S. Pietro una cappella dedicata alla Maddalena. Intorno alla metà del secolo, vanno annoverati il magistro Antonio, economo e magistro della Confraternita del Sacramento di S. Pietro e il nobile Luca, proprietario di vari oliveti e di una macina olearia, posta al di sotto delle proprie case.
 
Vespasiano, ricco pastore e commerciante di lana, possiede in comune con Orazio Ferraro duecento pecore, una casa consistente in “cinque membri”, un castagneto e un oliveto per un valore complessivo di duc. 822.
 
Paolantonio, vissuto nella seconda metà del secolo, sposa Antonia Maurello, ricca erede di una prestigiosa e antica famiglia di S. Martino. In possesso di diversi oliveti e di un terzo della macina olearia in comune con gli eredi di Luca Provenza, cura personalmente il frantoio mediante due suoi operai: “Polidoro Guglielmotta e Tonio de Amgiero”.
 
L’attuale Oratorio di S. Bernardino, fondato sulle case e la macina di Luca e Paolantonio Provenza, apparteneva nei primi decenni del ‘700 ai coniugi Antonio e Vittoria Provenza, eredi rispettivamente da Luca e Paolantonio. La nuova famiglia, grazie a un consistente fondo dotale di d. Vittoria e una discreta disponibilità economica di Antonio riesce nello spazio di un trentennio ad aumentare ulteriormente il proprio patrimonio terriero, divenendo a metà secolo una delle casate più ricche ed importanti di Montecorvino. I due coniugi per soddisfare le aumentate esigenze della loro numerosa famiglia e per ribadire il nuovo status sociale apportano alle case di residenza varie modifiche, costruendo ex novo una scala interna e un portale di ingresso datato 1744.
 
Il palazzo fu ereditato da d. Isidoro, figlio di Giuseppe e nipote di d. Antonio e D. Vittoria, e poi dal figlio Gerardo, il quale negli anni ’20 o ’30 del XIX secolo per rinverdire i fasti dei suoi antenati e per suggellare il matrimonio con la nobildonna d. Bonaventura Bassi di Giffoni apportò ulteriori modifiche al costruito esistente, ponendo sopra la facciata di ingresso lo stemma composto delle due famiglie: Provenza-Basso.
 
Blasonatura Stemma
Scudo Composto
A sinistra famiglia Provenza, per chi guarda. Stemma senza notizia sugli smalti.
Al leone rampante impugnante nella sua branca destra una spada con punta all’insù, posta in palo, sormontato in capo da tre stelle di otto raggi male ordinate, con la fascia cucita sul tutto.
 
A destra la famiglia Bassi, per chi guarda. Stemma senza notizie sugli smalti.
Al leone rampante appoggiato con la branca sinistra ad una colonna spezzata posta in palo, e tenente colla branca destra un ramo di palma movente da un mare ondeggiante con i capo una stella di otto raggi.
 
Blasonatura a cura di Narciso D’Alessio.