Nel 1696, una casa era sita a” Castiello Pagano e proprio dove si dice il Castiello”. La notizia di un luogo chiamato Castiello ancora nel ‘600 è la prova tangibile dell’esistenza di un fortilizio normanno nel Locus S. Tecla. Il territorio del Locus longobardo nell’XI secolo era in pieno sviluppo socio economico e demografico e interessato da un costante e intenso traffico di persone, merci e animali che transitavano sulla direttrice viaria Ornito-S. Tecla-Faiano.
Il fortilizio, costruito probabilmente nell’ultimo quarto del XI secolo, era posto sul versante Est dell’attuale abitato, poco al di sopra dell’asse viario Pugliano-Chiesa di S. Tecla-Ornito, in luogo accline e in forte pendio. L’insediamento era costituito, probabilmente, da una casa torre, residenza del milite, da alloggi per le guardie, da stalle per i cavalli e depositi per le armi e derrate agricole. Il tutto era disposto su una serie di piazzeforti murate alle cui sommità vi erano delle palizzate in legno o in pietra.
Alla base erano posti dei fossati che separavano il piccolo castello dalle abitazioni delle famiglie dei serventi e da altri edifici di servizio. L’intero complesso, abitato da congiunti o personaggi legati al locale signore, era parte integrante di una serie di rocche e piccoli castelli, costruiti e dislocati in varie parti di Montecorvino per garantire pace e sicurezza alle popolazioni locali.
Nel 1122 la ribellione di Fulco al Duca Guglielmo determinò lo smembramento del feudo e la creazione di piccoli distretti feudali, assegnati a vari militi. Il nostro piccolo fortilizio, abbandonato dalla vecchia guarnigione, fu assegnato in feudo a un milite, divenendo il centro dominico di un nuovo distretto feudale. Il cambiamento di funzione e la residenza stabile del nuovo feudatario, portarono a una ristrutturazione e ampliamento del costruito esistente con l’apertura di un nuova via vicinale per rendere più agevole la consegna da parte dei villani dei prodotti agricoli. Il nucleo abitato circostante si arricchì di nuovi vani per consentire alle famiglie dei soldati e dei villani di risiedere vicino o in prossimità della casa signorile. Negli anni ’50 e 60 del secolo, il feudo comprendeva quasi sicuramente i vecchi nuclei longobardi e il centro castellare con un numero di circa quindici famiglie. Il feudatario era il milite Pagano, uomo potente ed influente, amico e famigliare del camerario Alferio. Il camerario, infatti, si presenta e sostituisce il nostro milite nell’incontro con il funzionario regio addetto al censimento, dichiarando che Pagano possiede XV villani e che deve per il servizio militare due militi.
Questo dominio pluridecennale sul Locus e la rocca durò incontrastato fino al 1168, quando Montecorvino venne assegnato in feudo alla Chiesa di Salerno. L’evento portò a un ridimensionamento del potere signorile del milite e della sua famiglia, con l’emigrazione di Pagano e dei suoi discendenti a Salerno. Il centro dominico perse gradualmente la funzione originaria e fu parzialmente abbandonato e venduto, probabilmente, a un membro del nuovo ceto dei vassalli della chiesa.
Dalla seconda metà del secolo Il castello e il vicino nucleo abitato vennero, chiamati Castello di Pagano per l’appartenenza del sito al milite Pagano. Per tutto il Medioevo e durante il ‘500 il toponimo rimase circoscritto al luogo originario e solo nel ‘XVII secolo si estese gradualmente all’attuale centro abitato di Castelpagano.
Fonte: montecorvinostoria.it













